mercoledì 14 settembre 2011

Le 4 sorprese: rarità, numen, tecnica e la "trovata"

Foto di Hugues Roussel

 
Foto di Cristòbal Hara






     
Voglio, per la seconda ed ultima volta, riportare alcuni brevi passaggi del saggio di Roland Barthes La Camera Chiara (1980) riguardanti l'immagine fotografica, osservata da un semiologo, non fotografo.

 Barthes infatti ci propone una breve classificazione delle 'sorprese', frutto dell'ingegno del fotografo, attraverso le quali una fotografia riesce a provocare autentico stupore nell'osservatore.

Ecco le sue parole :
" Io immagino (è tutto quel che posso fare dal momento che non sono un fotografo) che il gesto essenziale dell'Operator (il fotografo)  sia quello di sorprendere qualcosa o qualcuno, attraverso il piccolo foro della camera, e che quindi tale gesto sia perfetto quando avviene all'insaputa del soggetto fotografato. 
Ne consegue tutta una gamma di 'soprese', per me spettatore, che corrispondono a una serie di performances per il fotografo.
Foto di Richard Avedon
Rarità - La prima sorpresa è quella del raro. Pieno d'ammirazione, tizio mi riferisce che per preparare un'antologia fotografica di mostri (l'uomo con due teste, la donna con tre seni, il bambino con la coda) il tale fotografo ha impiegato quattro anni di ricerche. 

Numen -  La seconda sorpresa invece è ben nota alla pittura, la quale ha spesso riprodotto un gesto colto nel punto preciso della sua corsa in cui l'occhio normale non può fissarlo  (ho definito altrove questo gesto il numen del quadro storico). La Foto immobilizza una scena rapida nel suo momento decisivo. 

Tecnica - Un'altra sorpresa è quella che il fotografo si aspetta dalle contorsioni della tecnica: sovrimpressioni, anamorfosi, utilizzo volontario di certi difetti (inquadratura non centrata, sfocatura, falsamento della prospettiva).

La "trovata" - Kertész fotografava la finestra d'una mansarda, dietro i vetri, due busti antichi guardano nella via. [...] Nel mondo dei media illustrati, tale foto diventa una scena 'naturale' che il buon fotoreporter ha avuto il genio, vale a dire la fortuna, di sorprendere: un emiro nel suo costume tradizionale con un paio di sci ai piedi.

Tutte queste sorprese soggiaciono a un principio di sfida : come un acrobata, il fotografo deve sfidare le leggi del probabile. [...] In un primo momento, per sorprendere, la Fotografia fotografava il notevole; ben presto però, attraverso un bel noto capovolgimento, essa decreta notevole ciò che fotografa.
Foto di Richard Avedon
Foto di Cristòbal Hara

mercoledì 7 settembre 2011

Il bambino che voleva divertirsi (e che provava meraviglia)

Fotografava, come un bambino curioso e pronto a divertirsi, quello che viveva o che avrebbe voluto vivere. A 25 anni dalla morte arrivano a Milano i suoi scatti, alla Fondazione Forma dal 23 settembre.

Foto di Henri Lartigue




























Jacques Henri Lartigue nasce nel 1894 a Courbevoie,  ma crescerà a Parigi dove la famiglia si trasferirà pochi anni dopo. Il padre Henri è un uomo d'affari appassionato di fotografia.

Nel 1902, all'età di sette anni, Lartigue riceve in regalo dal padre la sua prima macchina fotografica. Di fatto la sua attività di fotografo inizia qui: scatta e sviluppa le proprie foto dapprima con l'aiuto del genitore e subito dopo da solo. Ritrae il mondo che gli sta attorno: parenti e amici, e più in generale la quotidianità della borghesia. Raccoglie le sue fotografie in volumi: nel corso della propria esistenza arriverà a mettere insieme circa 130 album, con all'interno un totale di alcune decine di migliaia di foto. Sempre in questo periodo inizia un diario che porterà avanti per tutta la vita e che rappresenterà una sorta di "parallelo scritto" delle sue immagini: riflessioni, descrizioni, ma anche schizzi delle fotografie stesse.

In molte delle sue immagini troviamo le 'macchine volanti' che suo fratello maggiore costruiva nella cantina del castello di Rouzat (Puy de Dome). Automobili e aeroplani, ma più in generale il movimento, 
diverranno poi tra i soggetti preferiti da Lartigue così come i motori, i marchingegni, la tecnologia che all'epoca era ai suoi albori. 
Foto di Henri Lartigue
A 16 anni però il suo soggetto preferito sarà un altro: le eleganti dame a passeggio nei viali del XVI arrondissement parigino ed è proprio grazie a queste immagini che successivamente verrà considerato come uno dei precursori della fotografia di moda. In questi anni inizia a delinearsi la filosofia che poi caratterizzerà non solo la propria arte ma l'intera sua vita: il culto della felicità, del bello, la ricerca di un idillio che non possa essere turbato. Tale concezione lo porterà, ad esempio, ad attraversare in maniera paradossale due guerre mondiali. (testo in parte tratto e rielaborato da wikipedia)

Foto di Henri Lartigue
Le sue immagini, che siano dolci ritratti femminili, scene di bambini che giocano o di spericolate corse in automobile, trasmettono una sensazione fiabesca e di sublime euforia, sembrano state scattate attraverso gli occhi di un bambino che voleva divertirsi e che provava meraviglia per le cose e le persone che riempiono il mondo.
Foto di Henri Lartigue

Foto di Henri Lartigue

Foto di Henri Lartigue

Foto di Henri Lartigue

Foto di Henri Lartigue
Ecco i link alla biografia di Jacques Henri Lartigue, all'organizzazione che porta il suo nome e ad alcuni video che raccontano la sua storia.